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Il comune di Morano Sul Po appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Alessandria

Storia

Sembra che la prima denominazione del paese sia stata Aurianus probabilmente in riferimento ad alcuni giacimenti d'oro che anticamente venivano sfruttati sul terreno alluvionale del fiume PO.
In seguito, dato che per estrarre il prezioso metallo dalla sabbia venivano utilizzati schiavi negri (mori), il nome del paese venne modificato in Maurianus (da mauri cioè mori).
Secondo un altra interpretazione, Morano potrebbe derivare dal nome dialettale Morum o Moro dato alla pianta del gelso. Infatti anticamente proprio in questa zona venivano coltivati i gelsi per alimentare i bachi da seta.


Muranus è citato per la prima volta nel diploma dell'Imperatore Ottone III in data 19 luglio 992 come concessione a favore dell'Abazia di Novalesa ricostruita nel 980.
Nell'anno 1000 l'Imperatore Federico Barbarossa I con un diploma confermava il luogo di Morano al Vescovo di Vercelli Uguccione.
Nel 1167, nella zona fra Morano e Matasco, detta "Braida" o Braia veniva fondato l'Ospedale Gerosolimitano oggi completamente scomparso.
Nel 1182 nelle guerre contro il Monferrato i Vercellesi distruggono l'antico castello del "Torrione" e attaccano Morano il cui abitato viene saccheggiato. Nello stesso anno il Marchese di Monferrato, costringeva i Vercellesi alla pace, assumendo il borgo di Morano sotto lo stato di Monferrato.
Il 20 ottobre 1217 proprio a Morano, durante le lotte dei Comuni Italiani contro il Barbarossa, i rappresentanti di Alessandria e di Vercelli, si accordarono per decidere la sudditanza di Casale e Vercelli.
Nel 1306 Teodoro I Paleologo, figlio di Violante Aleramica imperatrice di Costantinopoli, arrivò nel Monferrato e si scontrò con i Visconti di Milano. In quell'occasione le milizie viscontee occuparono Morano e lo presidiarono per circa cinquant'anni.
Nel 1338 a Morano vennero confinati Matteo Bernabò e Galeazzo Visconti da parte dello zio usurpatore Luchino.
Nel 1335 Morano ritornava ai Paleologi come concessione a Giovanni II di Monferrato da parte di Carlo IV di ritorno da Roma e appena incoronato Imperatore. In quell'occasione Morano fu recintato da solide mura nelle quali si aprivano due pesanti porte:
Nel 1431 Morano venne occupato dalle milizie sabaude.
Nel 1538 l'Imperatore Carlo V assegnava il Monferrato ai Gonzaga e il borgo di Morano veniva infeudato ad Alberto Bobba della famiglia signorile di Lu Monferrato.
Il 24 aprile 1613 l'esercito del Duca Carlo Emanuele I, provenendo da Vercelli, attaccava Trino. Da Casale usciva allora, con una colonna di milleottocento uomini, il capitano Vincenzo Guazzo per correre in soccorso a Trino, ma a Morano veniva sconfitto dai Savoiardi.
Il 30 maggio 1613 i Savoiardi saccheggiavano Morano.
Nell'agosto 1614 a Morano si acquartierava la cavalleria del Governatore spagnolo don Antonio de Leyva.
Il 3 aprile 1630 a Morano si fermavano le truppe francesi del reggimento "La Grange" in attesa che le acque del Po in piena defluissero e ne permettessero la traversata.
Nell'aprile 1640, durante il terzo assedio di Casale, a Morano prendeva alloggio la cavalleria spagnola del marchese Carlo della Gatta.
Il 14 settembre 1644 a Morano si acquartieravano i franco-savoiardi del principe Tommaso di Savoia.
Il 28 maggio 1647 i Francesi e il 29 settembre 1649 gli Spagnoli, incendiarono le case di Morano, violentarono le donne ed assassinarono gli uomini.
Alla fine dell'ottobre del 1656 transitava sul Po l'imbarcazione della regina Cristina di Svezia per esaudire un voto di recarsi da Torino a Roma. A Morano fu salutata dalla folla sull'argine con grande giubilo.
Il 17 febbraio 1685 il Marchesato di Morano passa ai nobili Paoletti e Sanzoni.
Il 7 gennaio 1720 Vittoria Amedeo II confermava al Marchese Mossi il feudo di Morano.
Il 6 maggio 1859 Giuseppe Garibaldi si ferma a Morano sulla via per scontrarsi con Napoleone III imperatore dei Francesi.
Il 9 agosto 1862 Morano ricevette la definizione "sul Po" con decreto regio di Vittorio Emanuele II al fine di distinguerlo da altri paesi omonimi quali "Morano Calabro" in provincia di Cosenza e "Morano" frazione di Perugia.